sabato 27 agosto 2016

domenica 21 agosto 2016

Ops!

Lo so, non dovrei essere qui oggi, ma è il giorno giusto per esprimere un certo pensiero.

Il poco sport che ho praticato nella mia vita è stato una costrizione. Sono impacciata e scoordinata, sono troppo volubile per impegnarmi in un'attività che richiede allenamento costante, non riesco a darmi delle regole, temo la competizione. Sono l'esatto opposto di uno sportivo.

Nonostante tutto questo lo sport mi affascina. Mi piace chi è disposto a sacrifici quotidiani per migliorarsi, ammiro lo spirito di squadra, apprezzo l'umiltà nell'accettare una sconfitta e il rispetto per l'avversario. 

In Italia, purtroppo, lo sport più seguito è quello che meno rappresenta certi valori. Il calcio moderno è giocato da uomini fragili come cristallo e altrettanto costosi, che somigliano più a popstar che ad atleti. Tutte le altre discipline, da noi, si chiamano "sport minori", perfino quelle nelle quali eccelliamo a livello mondiale.

Ogni quattro anni, però, si compie una magia: arrivano le Olimpiadi e i riflettori illuminano la faccia nascosta della luna sportiva. Atleti da ogni parte del mondo, da Paesi che non sappiamo trovare su una mappa, innalzano le bandiere degli "sport minori" e si sfidano in un'esplosione di passioni. Per quanti trofei e campionati esistano al mondo, per quante partite si giochino, per quante gare si disputino tra campi, piste e palestre ogni giorno, è alle Olimpiadi che si scrive la storia dello sport. È alle Olimpiadi che la fatica viene ripagata e si diventa campioni ed eroi agli occhi del mondo intero, anche senza medaglia. 

Questa è la mia visione romantica dello sport che in generale mi annoia, ma ogni quattro anni mi fa innamorare. Penso a quanta strada debba percorrere un atleta per arrivare alle Olimpiadi e la vedo nelle espressioni sui loro volti. Le Olimpiadi mi raccontano la tensione, la delusione, l'euforia, il sudore e lo sforzo dei muscoli, la determinazione che ha coltivato il talento. 
Non si tratta solo di successo o fallimento, si tratta di passione e ogni quattro anni mi siedo a osservare la festa della passione sportiva con tutte le storie personali che si porta dentro.

sabato 13 agosto 2016

Ma quale?


Per il prossimo post dovrete attendere il 27 agosto. Io resto in città, ma voi godetevi le vacanze e al ritorno mi troverete qui.

giovedì 11 agosto 2016

Attenzione

Tra “sei troppo piccolo per queste cose” e “sei troppo vecchio per queste cose” trascorre un attimo perfetto che pochi sanno cogliere.


Ho imparato dal bene e dal male e sono giunta piuttosto sana a un punto della mia vita in cui so che tutto è possibile.

So che c'è qualcosa di sbagliato nel fare sempre ciò che gli altri ritengono giusto.
So che posso sopportare i colpi peggiori.
So che la ricchezza non si misura con le cose che possiedi.
So che le parole hanno un peso e un valore.
So che gli obiettivi più ambizioni non sono affatto irraggiungibili se sei disposto a fare i sacrifici necessari.

E continuo a imparare, cercando di non perdere quegli attimi perfetti.


sabato 6 agosto 2016

Per esser chiari


Quando una donna ti dice: “Magari potresti fare questa cosa per me” significa che se non la fai ci rimane male.

giovedì 4 agosto 2016

Dire o non dire


A volte perdi l’attimo giusto in cui dire qualcosa. La risposta migliore ti viene in mente appena dopo, ma non avrebbe lo stesso effetto e allora rinunci.

Altre volte ti sfugge dalle labbra il genere di frase che una volta pronunciata non si può più ricacciare in gola, quella che scava un solco incolmabile tra il prima e il dopo averla detta.