mercoledì 30 novembre 2016

Amici collaboratori

Ringraziandoli pubblicamente, oggi vi presento i miei amici-collaboratori, quelli che i professionisti chiamano “beta reader”.
È gente che si prende la briga di leggere i miei romanzi mentre li scrivo, ricevendo periodicamente i file con i nuovi capitoli per restituirmeli insieme a critiche, appunti e commenti. Il loro compito non consiste nell'intervenire sulle mie scelte riguardo la trama, gli argomenti o lo sviluppo di un romanzo, ma darmi la loro impressione da lettori come farebbero con il libro di uno sconosciuto. Non sono editor, si prestano a questo lavoraccio gratuitamente, per gentilezza o curiosità e per questo meritano tutta la mia gratitudine.
Ecco a voi...

lunedì 28 novembre 2016

Domanda apocalittica

Ormai ho bruciato il "calendario editoriale" e scrivo quando mi pare, tipo oggi.

Salvatore Anfuso ha pubblicato un post con l'incipit di un suo eventuale romanzo. Eventuale perché, prima di scrivere oltre, ha voluto valutare l'interesse del pubblico attraverso un sondaggio, sfruttando come campione i lettori del suo blog. 

La sua domanda iniziale era "La leggereste una storia così?", ma rispondendo al mio commento, ne ha posta una più interessante, quella che ho evidenziato in rosso.

sabato 26 novembre 2016

Soltanto un albero

Ho sempre amato gli alberi.

Ero un'imbranata da bambina, ve l'ho già raccontato, e in verità lo sono ancora, ma una cosa che mi riusciva con inspiegabile naturalezza era arrampicarmi sull'albero di gelso in fondo al cortile. Non so come potessi raggiungere tanto facilmente i rami più alti e saltare giù senza paura, quando non sapevo prendere al volo un pallone. Mi piaceva.

sabato 19 novembre 2016

Post incasinato

Questo post è sconsigliato agli amanti dell'ordine mentale perché salterò di palo in frasca senza un obiettivo preciso. È sconsigliato, inoltre, ai lettori stanziali e pigri perché richiede pure a loro di cimentarsi in qualche salto attraverso i link. Ai temerari, in omaggio un sacchetto per il vomito rubato in aereo, utilissimo nel caso la quantità di salti o la qualità del post provochino un senso di nausea.

La verità è che mi girano in testa tanti pensieri e oggi non ho proprio voglia di metterli in bella posa, quindi ve li propino a casaccio e tutti insieme, secondo una logica per associazione di idee che soltanto io posso comprendere. Lo faccio per scaricarmi la mente, dove lo spazio è quello che è, come quando prendo appunti per non dover ricordare ogni cosa. Dunque, per favore, non fate sforzi inutili tentando di capire il post nel suo insieme, non ingoiate la torta intera, ma prendetene una fettina per volta, gustatela e digeritela. Poi rutto libero.

Non andate alla ricerca di significati nascosti scavando sotto ogni frase, intendo dire proprio quello che dico e mi fermo al livello delle parole perché altro non c'è o non c'è ancora. Il senso profondo del post che state leggendo non esiste, evitatevi la fatica di indagare, al massimo potete assegnargliene uno a vostra scelta.

Per oggi, non andate in fissa sulla costruzione delle frasi, sulla divisione dei paragrafi, sulla grammatica, sulla sintassi e tutta quella roba che per Bukowski sbronzo funzionava magistralmente e a me sobria mina il fegato.

Non incrociate i flussi che è male, lo dicevano in Ghostbusters e lo ripetiamo tutti dal 1984, compreso Scarparo in un post che ha generato uno dei più bei confronti tra scienza e magia (o tra ingegneria e arte, come ha detto lui) ai quali abbia mai avuto la fortuna di assistere. Mi ha ricordato, ma fate voi le proporzioni in quanto a raffinatezza, quelle battaglie di rime tra rapper o i duelli di improvvisazione tra attori di teatro, solo molto più elegante e utile agli spettatori come me.
Ringrazio lui e Helgaldo perché mi fanno venir voglia di imparare a volare a quelle altezze. Altre volte, invece, mi fanno desiderare di darmi fuoco per mia palese inadeguatezza; altre ancora, darei fuoco a loro che sono così fastidiosamente modesti da rasentare lo sminuirsi, mentre scrivono cose di una bellezza imbarazzante e di un'intelligenza commovente.
Adesso mi viene anche in mente che la faccenda di non incrociare i flussi è una falsa regola perché nel film, quando gli acchiappafantasmi decidono di farlo prendendosi l'enorme rischio, risulta essere la mossa vincente. Perciò, io che incrocio i generi letterari come più mi aggrada potrei avere in mano la formula del successo oppure un orrore tale da far esplodere ogni molecola del mio corpo alla velocità della luce.



Oh, anch'io faccio spesso confusione tra bene e male, tra scrittori e non scrittori. Ci sono ottimi scrittori che non termineranno mai il loro primo romanzo, ce ne sono di mediocri che hanno grande successo, ci sono scrittori di canzoni che non ritirano il Nobel perché quel giorno fanno il bucato, ci sono quelli sottovalutati perché scrivono fumetti e uno dei miei preferiti era un giornalista.
Se ne discute da sempre sui blog senza mai approdare a una soluzione e non la troverete nemmeno in questo post. Nessuno è capace di dare una vera definizione di scrittore, così il termine si adatta a me quanto a certi autori che non son degna di nominare. Inquietante e confortante allo stesso tempo.

Tutto questo era per farvi un esempio del saltare più volte di palo in frasca, l'essenza del post che state leggendo.
Vi toccherà essere molto creativi se intendete commentare, che mai potreste aver da dire?

Bene, ora che avete letto con attenzione il foglietto illustrativo, completo di avvertenze e controindicazioni...

giovedì 17 novembre 2016

Appendice al post di ieri


scattata 5 minuti fa


"Ecco, mi scusi Signor Gatto, dovrei sedermi proprio lì. Non è per disturbare i suoi strusciamenti, ma, insomma, c'ero prima io. Mi sono alzata solo un attimo, il tempo di una telefonata. So che le ho scaldato il cuscino, ma ha tutta la casa a disposizione e quello è il mio posto, è lì che scrivo. Non vede che il pc è acceso? Non che sia più importante dei suoi strusciamenti, ci mancherebbe, ma dovrei continuare a scrivere, almeno provarci. Lo so, l'umanità può fare a meno dei miei tentativi letterari, mentre strusciarsi sul cuscino della mia sedia... La casa comunque è piena di cuscini più comodi di quello. Se non le crea troppo disagio, mi farebbe la cortesia di spostarsi sulla poltrona o il divano?" 

Fa le fusa. Mi sposto sull'altra sedia.

Appendice all'appendice.

Ovviamente, appena mi decido a cambiare sedia, lui...



mercoledì 16 novembre 2016

sabato 12 novembre 2016

Scavare


Siamo tutti esseri umani e ovunque ci conducano le differenti strade che scegliamo avremo sempre qualcosa in comune nel profondo. Il che non è sempre positivo.
Ci si immedesima nel personaggio di un libro perché si riconoscono dei tratti familiari nel carattere, nel pensiero, nell'azione e nella reazione. Non perché ci somigli, ma perché possiamo comprenderlo anche nell'essere il nostro opposto.

mercoledì 9 novembre 2016

Numero due

"Il secondo è il primo dei perdenti"
 - Enzo Ferrari

Sono un'eterna seconda.
All'esame di maturità, che ai miei tempi si valutava in sessantesimi, dalla mia classe sono usciti due 60 poi io con 58 e gli altri dal 44 in giù. Il tabellone dei risultati mi tormenterà per tutta la vita: brava, ma non abbastanza.

sabato 5 novembre 2016

Lincoln

Oltre a Topolino, un acquisto settimanale che per tradizione entra in casa mia è La settimana enigmistica. Staziona in bagno sulla lavatrice, ma viene spesso in viaggio con me per riempire i tempi morti insieme ai libri. 
Qualche volta mi capita di trovare trafiletti interessanti nelle pagine che raccolgono notizie curiose, cose tipo questa:

Una volta, un amico di Abraham Lincoln gli chiese il favore di scrivere qualche riga di presentazione d'un suo libro. Lincoln non si sentì di deluderlo, anche dopo aver letto l'opera e averla giudicata meno che mediocre. E così il presidente, che aveva fatto della sincerità la sua parola d'ordine, salvò capra e cavoli proponendo all'amico il seguente testo: "Tutti coloro che amano questo genere di libri troveranno nel presente volume esattamente il tipo di libro che cercano."


mercoledì 2 novembre 2016

IL CLUB



“Non vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me" disse Groucho Marx ritirandosi dal Friar's Club di Hollywood.

Io invece sì. 
Mi piacerebbe sentirmi parte di un gruppo, ma non ci riesco, soprattutto quando mi capita di entrare in un gruppo già formato e consolidato perché odio sentirmi l'ultima arrivata e sforzarmi per farmi accettare. Oggi i club si chiamano gruppi Facebook, cerchie di Google, follower di Twitter, iscritti a newsletter, lettori fissi di blog. Non ci si incontra con un bicchiere in mano e tartine servite da un cameriere, non c'è un salotto con tavolini e divani né un giardino, un terrazzo o un salone delle feste. Oggi al club puoi andare in pigiama dal tuo computer o dal cellulare. Rimane comunque la stessa cosa: un gruppo dal quale farsi accettare, nel quale nascono relazioni, emergono leader, disturbatori e ultimi arrivati, un gruppo che discute di un dato argomento e, a volte, divaga.

Il difetto di un circolo esclusivo, però, è che i membri dopo un po' sono sempre quelli e le conversazioni finiscono per ristagnare. Così ne frequento diversi, ma mi piacerebbe mescolarli, ravvivare le riunioni mettendo nella stessa stanza persone con interessi differenti, ma accomunate dalla motivazione che ti spinge a far parte di un club: la passione. 

Ora esagero. Un appassionato di motori e un appassionato di libri sono entrambi appassionati, no? Forse provano le stesse emozioni smontando un carburatore e sfogliando un romanzo, frequentano fiere dedicate, spendono volentieri i propri risparmi per il pezzo o volume tanto ricercato. 

Il mio club ideale accoglierebbe chiunque avesse passione verso qualcosa. Parteggio per la diversità, la contaminazione, l'arricchimento personale attraverso lo scambio di idee. Vedrei la cuoca salire in sella dietro il motociclista, il giardiniere regalare una rosa alla ballerina che lo fa volteggiare, il musicista cantare le teorie dello scienziato. 

Poi sentirei l'urlo di una sirena e vedrei l'ambulanza venuta a prelevarmi con destinazione manicomio. Ho sognato tutto questo per voi, ma io odio la gente.