sabato 19 novembre 2016

Post incasinato

Questo post è sconsigliato agli amanti dell'ordine mentale perché salterò di palo in frasca senza un obiettivo preciso. È sconsigliato, inoltre, ai lettori stanziali e pigri perché richiede pure a loro di cimentarsi in qualche salto attraverso i link. Ai temerari, in omaggio un sacchetto per il vomito rubato in aereo, utilissimo nel caso la quantità di salti o la qualità del post provochino un senso di nausea.

La verità è che mi girano in testa tanti pensieri e oggi non ho proprio voglia di metterli in bella posa, quindi ve li propino a casaccio e tutti insieme, secondo una logica per associazione di idee che soltanto io posso comprendere. Lo faccio per scaricarmi la mente, dove lo spazio è quello che è, come quando prendo appunti per non dover ricordare ogni cosa. Dunque, per favore, non fate sforzi inutili tentando di capire il post nel suo insieme, non ingoiate la torta intera, ma prendetene una fettina per volta, gustatela e digeritela. Poi rutto libero.

Non andate alla ricerca di significati nascosti scavando sotto ogni frase, intendo dire proprio quello che dico e mi fermo al livello delle parole perché altro non c'è o non c'è ancora. Il senso profondo del post che state leggendo non esiste, evitatevi la fatica di indagare, al massimo potete assegnargliene uno a vostra scelta.

Per oggi, non andate in fissa sulla costruzione delle frasi, sulla divisione dei paragrafi, sulla grammatica, sulla sintassi e tutta quella roba che per Bukowski sbronzo funzionava magistralmente e a me sobria mina il fegato.

Non incrociate i flussi che è male, lo dicevano in Ghostbusters e lo ripetiamo tutti dal 1984, compreso Scarparo in un post che ha generato uno dei più bei confronti tra scienza e magia (o tra ingegneria e arte, come ha detto lui) ai quali abbia mai avuto la fortuna di assistere. Mi ha ricordato, ma fate voi le proporzioni in quanto a raffinatezza, quelle battaglie di rime tra rapper o i duelli di improvvisazione tra attori di teatro, solo molto più elegante e utile agli spettatori come me.
Ringrazio lui e Helgaldo perché mi fanno venir voglia di imparare a volare a quelle altezze. Altre volte, invece, mi fanno desiderare di darmi fuoco per mia palese inadeguatezza; altre ancora, darei fuoco a loro che sono così fastidiosamente modesti da rasentare lo sminuirsi, mentre scrivono cose di una bellezza imbarazzante e di un'intelligenza commovente.
Adesso mi viene anche in mente che la faccenda di non incrociare i flussi è una falsa regola perché nel film, quando gli acchiappafantasmi decidono di farlo prendendosi l'enorme rischio, risulta essere la mossa vincente. Perciò, io che incrocio i generi letterari come più mi aggrada potrei avere in mano la formula del successo oppure un orrore tale da far esplodere ogni molecola del mio corpo alla velocità della luce.



Oh, anch'io faccio spesso confusione tra bene e male, tra scrittori e non scrittori. Ci sono ottimi scrittori che non termineranno mai il loro primo romanzo, ce ne sono di mediocri che hanno grande successo, ci sono scrittori di canzoni che non ritirano il Nobel perché quel giorno fanno il bucato, ci sono quelli sottovalutati perché scrivono fumetti e uno dei miei preferiti era un giornalista.
Se ne discute da sempre sui blog senza mai approdare a una soluzione e non la troverete nemmeno in questo post. Nessuno è capace di dare una vera definizione di scrittore, così il termine si adatta a me quanto a certi autori che non son degna di nominare. Inquietante e confortante allo stesso tempo.

Tutto questo era per farvi un esempio del saltare più volte di palo in frasca, l'essenza del post che state leggendo.
Vi toccherà essere molto creativi se intendete commentare, che mai potreste aver da dire?

Bene, ora che avete letto con attenzione il foglietto illustrativo, completo di avvertenze e controindicazioni...
...il post è finito.


P.s. Smettete pure di cliccare su tutte le parole in grassetto, quella dei link era una balla. Per non essere troppo egoista, però, ve ne lascio uno vero, l'unico che conti.

5 commenti:

  1. Io propongo di dare fuoco a Scarparo e Helgaldo, risolvendo così il problema alla fonte. ;)

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  2. Cercavo di entrare nel mio nome e nessuno mi apriva. Mai uscire senza le chiavi di casa... Poi ti tocca di chiedere ospitalità a Scarparo, maledetti ingegneri!

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    1. È inutile suonare qui, non aprirà nessuno...

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  3. Ma che bello trovarvi qui insieme! Forse solo perché le altre porte erano fasulle, ma è bello lo stesso :)

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