venerdì 3 novembre 2017

Gattara

L'amica Feddi ha da poco terminato un corso di "Consulente della relazione felina" (sì, esiste) che le interessava per via del suo lavoro al gattile comunale.
Mi ha inviato questo estratto da uno dei libri di testo sui quali ha studiato, La mente del gatto di Bruce Fogle, e voglio condividerlo con voi.

«Durante la guerra del Vietnam, qualche intelligentone che quasi sicuramente possedeva dei coon hound, e che non aveva mai dato un ordine a un gatto in tutta la sua vita, decise che l'esercito avrebbe dovuto provare a utilizzare i gatti come guide notturne per i soldati. Dopotutto, deve essersi detto, i cani hanno ottimi sensi e li utilizziamo per fiutare materiale militare. I gatti hanno un'ottima vista notturna, perciò dovremmo usare anche loro. Dimenticò, o forse non l'aveva mai saputo, che addestrare i gatti è facile – finché si sceglie qualcosa che si divertono a fare. In questo programma i gatti vennero forniti di bardature e venne detto loro di condurre i soldati attraverso la giungla, di notte. Dopo mesi di manovre notturne, venne trasmesso un rapporto; eccone alcuni brani:
Una squadra, a cui era stato ordinato di partire, è stata condotta dai gatti in direzioni totalmente diverse... In molte occasioni gli animali hanno guidato di corsa le truppe nella folta boscaglia all'inseguimento di topi di campagna e uccelli... Le truppe han dovuto costringere i gatti a seguire la direzione della pattuglia... Spesso l'esercitazione portava gli animali ad appostarsi e attaccare le cinghie pendenti dello zaino del soldato che marciava direttamente davanti all'animale... Se il tempo era inclemente o se anche solo minacciava di potersi mettere al brutto, i gatti non si trovavano mai da nessuna parte.»

Chi vive con un felino sta sicuramente ridendo come me, immaginando i gatti che giocano con le cinghie degli zaini e che guidano le truppe all'inseguimento di topi.
L'autore è un veterinario e il libro si apre con un'introduzione che è una sincera ammissione dell'incapacità umana di capire i gatti, forse gli animali in genere, ma i gatti in particolare:
«Lasciatemi dire innanzitutto che non esiste alcun modo che consenta di scrivere sui gatti e di essere al tempo stesso ritenuti persone sensate e assennate.»
Ecco, mi andava di pubblicare questo post perché mi conoscete come viaggiatrice e scrittrice, ma sono anche gattara. E un sacco di altre cose più o meno evidenti.
Miao a tutti.

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